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Jacqueline Domin fotografa e Federica Leopardi danzatrice

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foto e performance

 

Federica Leopardi e Jacqueline Domin

in Arte sotto i piedi

27 genn. 2008

Come un mantra, un rito sabbatico, si ripete "l'arte sotto i piedi" rappresentata nella sua più evidente fisicità. Sulle opere fotografiche di Jacqueline Domin e l'alta artista Federica Leopardi esgue i suoi movimenti che non sono una vera e propria danza, anche se lo sembra.

Il corpo, spettatore, è immerso in un ambiente insolito, si sente l'influenza delle opere che le sono intorno, il passo, il ritmo, il movimento viene deciso da una "musica" che viene dalle immagini delle foto,disposte intorno le pareti del locale. Rappresentazione che hanno fatto di queste superfici su supporti, dalle speciali carte lucide e dai colori resi dalla chimica tradotta da un clic elettronico, delle esecuzioni artistiche fuse con la performance che ci fa assistere il video.

Il movimento si snoda libero nello spazio, libero di assimilare quello che è l'arte, i piedi sono nudi. Federica simboleggia il fruitore, scalza assimila, assorbe la senzazione del suolo, saggia lo spazio circostante, avverte la presenza delle opere, ne percepisce l'efficacia. Un forma istintiva di tradurre le opere celebralmente volute, un accostamento fisico a quello che la tecnologia fotografica offre se pur di alta fattura, cioè da capire, da interpretare. Non la testa pensante ma i piedi: sensitivi, umili, delicati alle asperità e alle temperature; non lo scibile di uno storico dell'arte o di un critico, ma la forma più immediata di percezione della fenomenica artistica.

L'arte così come è, niente al suo cospetto può essere diverso che sentirla per quello che senti dento di te e che ti offre, è il mutamento che avviene te, il resto non esiste.

Soggetto è il rappresentato e cio che ti fa essere, proprio come Federica, sciolta, diluita, liquida, eterea, una nuvola che assorbe, che prende dagli ambiti circostanti ciò che la stimola.

Come una foglia fa la fotosintesi per avere la linfa necessaria per vivere Federica si nutre di quello che Jacquelin ha a sua volta assimilato nella natura con le sue foto. Riflessi di luce sul mare che assumono un aspetto inconsueto, acque, liquidi che offrono colori impossibili quanto stravolgenti come le manipolazioni misteriose che solo la natura ci può dare. Jacqueline non usa elaborazioni al computer o filtri fotografici.

Così tutto si svolge con una fluidità sorprendente, colori, sensazioni, movimenti corporei, vita.

 

Giovanni Lauricella